Capita, a volte, di ricevere una telefonata che non ti aspettavi.
Non conosci la persona dall’altro lato della linea, ma man mano che la conversazione si sviluppa, inizi a cercare di capire meglio chi sia, cosa faccia, quali siano i suoi interessi. In fondo, è sempre così con i miei clienti.

in mostra presso Camera Work di Berlino 30/11 – 08/02
custodito all’interno della Bakero Premium Box firmata Giulia Crotti
Ogni incontro, ogni scambio, è un’opportunità per conoscere nuove realtà, per costruire legami che vanno oltre il mero scambio commerciale e si fondano sulla fiducia reciproca.
Quando Christian Tagliavini mi ha telefonato qui in laboratorio, ho intuito subito il potenziale straordinario di questo incontro. Quando ci siamo incontrati la prima volta per la commissione di una scatola portfolio, ho avuto modo di scoprire le sue opere. Fu il primo cliente che, consegnandomi il materiale scelto personalmente, mi parlò delle insidie legate alle bagnature dei tessuti e rimasi colpita da quella che sembrava essere la sua unica preoccupazione: trovare un artigiano in grado di realizzare scatole di manifattura tale da poter essere maneggiate dai suoi collezionisti.
Entrare in rapporto professionale con un artista genera un rapporto anche con la sua opera.
Estetica, passione e metodo diventano ingredienti fondamentali per dar vita a una cooperazione proficua e rispettosa. Il genio creativo si trasforma in un processo condiviso, dove la sfida consiste nel concretizzare un’idea in un oggetto tangibile, in un’esperienza che il pubblico possa apprezzare pienamente. Questa è una consapevolezza che ho acquisito nella mia carriera di studi e professionale.



custodito nella Bakero Premium Box firmata Giulia Crotti
A soli 19 anni lavoravo come assistente in una stamperia d’arte e ho partecipato attivamente alla realizzazione del libro d’artista l’Abecedario,2009, assistendo il maestro Sandro Martini. Il mio lavoro consisteva nel preparare a mano le lastre al trattamento degli acidi, in modo tale che fosse possibile per il Maestro realizzare dei disegni diretti sull’ottone, assicurando la qualità dell’incisione. L’intero processo veniva gestito con metodi artigianali, pertanto la cera utilizzata veniva preparata da me sciogliendola e stendendola sulle lastre; calcolando con precisione i tempi di acidatura, la vasca degli acidi veniva movimentata da me in persona per far sì che l’acido lavorasse correttamente sulla lastra.
Lo affiancavo quindi nella realizzazione del disegno, assistendolo in tutti i passaggi. Dal disegno sulla cera alla messa in acido della lastra, al passaggio a torchio, alla stampa finita. Ogni matrice ed ogni stampa da me realizzata erano un pezzo unico in cui l’inchiostro non solo rifletteva il tratto del maestro, ma restituiva la mia mano.



I miei studi successivi mi hanno permesso di ampliare l’attitudine al rapporto collaborativo tra arte e manifattura, tra il germoglio di un’idea e la realizzazione di un oggetto che potesse essere visto, apprezzato e collezionato.
Mi hanno aiutato a sviluppare una professionalità che mette al centro l’importanza di un prodotto finito che rispecchi pienamente il valore del marchio e l’identità artistica.

All’Accademia di Belle Arti di Brera mi sono diplomata in Pittura nel 2013, scrivendo una tesi su Francis Bacon e Gilles Deleuze, lavoro che ha consolidato il mio interesse per le intersezioni tra arte e filosofia, accompagnata da tre progetti pratici tra cui un libro d’artista dentro una scatola fatta da me. In seguito, ho concluso gli studi frequentando l’Atelier F all’Accademia di Belle Arti di Venezia.
In quegli anni, fino al 2020, ho intrapreso rapporti di collaborazione con il contesto dell’arte contemporanea milanese. MI sono occupata di curatele, di allestimento di mostre e dell’organizzazione degli eventi ad esse correlati presso gli studi degli artisti, col mio progetto Milano Connencting Studio, ma anche presso spazi pubblici come il Museo della Permanente di Milano.
Negli stessi anni ho partecipato in prima persona alla realizzazione artigianale di progetti legati al mondo dell’editoria e della stampa d’Arte e ho anche realizzato le mie prime scatole, non a caso destinate a collezionisti dell’arte, ad edizioni di pregio ed artisti. Del resto se sono cresciuta è stato solo grazie al coraggio che mi hanno trasmesso questi clienti.
Quando nel 2021 ho avviato quest’azienda dedicata alla realizzazione di scatole artigianali, desideravo conservare la sapienza artigiana del realizzato a mano ed avere la possibilità di sviluppare progetti di packaging in piccoli volumi. Di certo non potevo immaginare che un giorno avrei incontrato un uomo come Christian Tagliavini.


In questi primi anni di attività, ho riscosso l’apprezzamento e la fiducia di diversi clienti nel mondo della moda, del lusso e dell’arte, con i quali nel tempo si sono sviluppati rapporti professionali dove la fiducia e la connessione personale hanno portato a collaborazioni a lungo termine.
Nel caso della collaborazione con Christian, l’oggetto da produrre era la scatola di presentazione di una serie di quindi pezzi unici: i Bakeri. Una scatola che non fosse un semplice contenitore, ma un elemento in grado di partecipare e fondersi con la visione stessa dell’artista.
Questo è stato il punto di svolta, e nuovamente, come quando ero una ragazzina, mi sono ritrovata a preparare i materiali per l’artista, con l’artista. Immersi insieme in un comune processo creativo.

Nel corso della realizzazione, mi sono immersa in un viaggio di esplorazione tecnica, affiancata dall’artista stesso. La scelta dei materiali, la comprensione della resa dei singoli componenti, l’assemblaggio e la cura nei dettagli sono diventati aspetti fondamentali del mio lavoro.
Ma è stato anche un processo iterativo: talvolta, per arrivare al risultato finale, è stato necessario ripartire da capo, rivedere il progetto, riconsiderare ogni elemento. Questo è un aspetto cruciale del mio lavoro: la qualità e la perfezione richiedono tempo e dedizione, e solo una cura minuziosa può trasformare un oggetto in qualcosa di veramente unico e distintivo.
La realizzazione di questo progetto ha richiesto un impegno significativo, soprattutto in termini di energia creativa e ricerca. È un oggetto che merita la stessa attenzione e rispetto dell’opera che contiene, e in questa simbiosi tra arte e artigianato trova la sua vera essenza.
Questo è stato il momento in cui ho compreso che anche un oggetto funzionale, come un packaging, può diventare un’opera d’arte a sé stante, un alleato dell’opera, un elemento distintivo che ne amplifica il valore, un’estensione del concetto stesso di arte. Credo che sia stata proprio la collaborazione tra me e Christian, tra l’artigiano e l’artista, che ha permesso di creare un packaging che fosse in completa simbiosi con l’opera.

Una sinergia così ben realizzata, che ha permesso all’artista di includere il cofanetto all’interno della mostra Flora, allestita presso Camera Work di Berlino, una delle gallerie più prestigiose nel panorama internazionale della fotografia. Questa vetrina di alto livello non solo ha conferito autorevolezza ed il riconoscimento all’opera di Christian Tagliavini, ma ha anche sottolineato l’importanza di un packaging di qualità in un contesto artistico di élite.







